I due attaccanti non riescono mai ad impensierire la pur attenta retroguardia partenopea
Il Torino, dopo la buona risposta arrivata contro la Lazio, cade al Maradona contro il Napoli di Antonio Conte, subendo subito il gol di Alisson Santos, MVP della partita, in apertura di primo tempo, e il raddoppio di Elmas nella ripresa.
Il gol di Casadei allo scadere regala un finale di speranza al Toro, ma la reazione è troppo tardiva: il Napoli difende il vantaggio e porta a casa i tre punti stringendo i denti negli ultimi minuti. La differenza, come sottolineato da D’Aversa, l’hanno fatta i dettagli e la maggior cattiveria del Napoli nei duelli e nelle conclusioni, come in occasione del duello Lazaro-Politano sul secondo gol azzurro.
Al netto di questo, la prestazione granata è da analizzare anche dal punto di vista della fase offensiva, o meglio inoffensiva. Simeone e Zapata, reduci dai gol e dalle buone prestazioni contro la Lazio, si sono infatti resi protagonisti di una partita incolore, in cui non hanno mai portato pericoli alla retroguardia azzurra.
L’assetto iniziale, poi cambiato in corsa
D’Aversa cerca infatti di partire con un 3-4-2-1, con Zapata unico riferimento avanzato e Simeone piĂą a fare da raccordo dietro di lui, al fianco di Vlasic. L’intento era probabilmente quello di isolare Zapata nei duelli, con l’argentino e il croato a cercare spazi alle sue spalle giocando tra le linee.
Intorno alla mezz’ora, dopo un primo tempo senza creare pericoli, il piano viene però cambiato in corsa, con D’Aversa che comunica nuove indicazioni a Simeone e Vlasic. Si passa quindi al solito 3-5-2, con il Cholito piĂą vicino a Zapata, che va ad accoppiarsi con Olivera.
Zapata e Simeone mai pericolosi
Anche con il nuovo assetto, la musica non cambia. Gli unici pericoli offensivi del Toro arrivano infatti tutti dal solito Vlasic, che ci prova in piĂą occasioni ed è l’unico ad impensierire Milinkovic Savic. Con l’ingresso di Kulenovic e Adams poi il Toro si rifĂ sotto nel finale, con lo scozzese che avrebbe sul destro la palla del 2-2 ma spreca tutto con un controllo difettoso.
La retroguardia azzurra non era certo un cliente facile per Zapata e Simeone e la sfida si è certamente decisa su errori individuali e sulla maggiore voglia e fame del Napoli, ma gran parte delle colpe della sconfitta sono da attribuire alla prestazione non brillante dei due attaccanti.

Per queste gare meglio Adams, ma la squadra ha giocato male tutta, e come esterni, solo Obrador sembra all’altezza.
Pwr queste gare ci vogliono 11 portieri.